Quando Orpheo
Pizzica l'arpa,
Esce dai sassi
Un'acqua di lacrime,
Danzano insieme
Satiri e fiere,
Ed ogni albero
Si piega in pianto.
Sta scendendo Orpheo
I novanta scalini,
Scende e le torce
Gli illustrano il passo,
Ma strane ombre
Proiettano ai fianchi,
Li scende piano,
Un po' intimorito.
Ben presto giunge
Al primo guardiano,
Vestito di nero,
Un elmo sul capo:
- Lascia i monili,
O tu che vuoi entrare,
Lasciali a terra,
O non passerai. -
Senza i monili,
Scende i gradini,
Scende e le torce
Gli illustrano il passo,
Ma strane ombre
Proiettano ai fianchi,
Li scende piano,
Un po' intimorito.
Quando Orpheo
Pizzica l'arpa,
Esce dai sassi
Un'acqua di lacrime,
Danzano insieme
Satiri e fiere,
Ed ogni albero
Si piega in pianto.
Ben presto giunge
Al secondo guardiano,
Vestito di nero,
Un elmo sul capo:
- Lascia i vestiti,
O tu che vuoi entrare,
Lasciali a terra,
O non passerai. -
Senza i vestiti
Scende i gradini,
Scende e le torce
Gli illustrano il passo,
Ma strane ombre
Proiettano ai fianchi,
Li scende piano,
Un po' intimorito.
E infine giunge
Al terzo guardiano,
Vestito di nero,
Un elmo sul capo:
- Lascia quell'arpa,
O tu che vuoi entrare,
Lasciala a terra,
O non passerai. -
Ma senza l'arpa
Non potrà uscire,
Così suona Orpheo,
Canta il suo dolore,
E piange la guardia,
Piange e si dispera,
Si china a terra,
E cade svenuta.
Quando Orpheo
Pizzica l'arpa,
Esce dai sassi
Un'acqua di lacrime,
Danzano insieme
Satiri e fiere,
Ed ogni albero
Si piega in pianto.
Procede Orpheo
Nelle sotterranee grotte,
Procede Orpheo suonando
E cantando di Euridice,
Lo stesso Cerbero,
E ogni mostruosa sentinella
Ricadono a terra,
Ricadono a terra.
E giunge Orpheo,
Lacrimando il suo amore
Al Trono degli Dèi di Sotto,
Ecate ascolta e Plutone,
E la Dèa spietata ricorda
Le corse tra spighe di grano,
L'abbraccio dolce della madre,
E stringe la mano del consorte.
Ed Egli percepisce
I pensieri di Lei,
Ma se pur avesse avuto
Un cuore di pietra,
Forse non il canto,
Ma almeno il dolore di Ecate,
L'avrebbe commosso
A dolce decisione.
Ma Egli cuore non ha,
Sia pur di ghiaccio,
E solo ricorda
I tre passi di Giove,
E l'affidamento a Lui
Del Regno di Sotto;
Spaventoso a vedersi
E' il suo ghigno.
Quando Orpheo
Pizzica l'arpa,
Esce dai sassi
Un'acqua di lacrime,
Danzano insieme
Satiri e fiere,
Ed ogni albero
Si piega in pianto.
Così Egli comprende
Il cuore di Orpheo,
E per mezzo di esso
Lo intrappolerà,
Contentando la moglie:
- Verrà con te Euridice,
Nel Mondo di Sopra,
Se non ti volterai a guardarla. -
Ed egli accetta e procede,
Risale i gradini,
Ripassa le guardie,
Recupera i vestiti,
Recupera i monili,
E costantemente
Sente sul collo
Il fiato freddo di Euridice.
Ma lo attanagliano i pensieri,
Lo assediano i sentimenti,
Non si fida di Plutone:
- Non era questo fiato
Il respiro caldo di Euridice,
Forse una tenebrosa fiera
Mi mise egli alle spalle,
Come premio alla mia sfida.
Eppure se davvero lei fosse,
Ancora attanagliata
Nel freddo della morte,
Solo uno sguardo, solo sapere,
Solo adesso un nuovo bacio. -
Sfugge il collo per amore e paura,
E sotto il primo raggio di sole,
Si volta Euridice, torna a scendere giù.
Quando Orpheo
Pizzica l'arpa,
Esce dai sassi
Un'acqua di lacrime,
Danzano insieme
Satiri e fiere,
Ed ogni albero
Si piega in pianto.
domenica 24 agosto 2008
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